La Cattedrale e il Medioevo
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Dopo Roma
Dalla fine del IV secolo d.C. il Foro perde progressivamente le sue funzioni: gli edifici del potere vengono dismessi, spogliati o trasformati in abitazioni, magazzini e luoghi del nuovo culto cristiano. In età altomedievale, e soprattutto nel basso Medioevo, l’antica piazza diventa un’area di sepoltura intra muros.
La città però non muore: diventa sede episcopale e poi arcivescovile, e la cattedrale — ricostruita nel 1736 sulle strutture antiche — resta il fulcro dell’abitato fino al 1980. Nell’archivio della memoria conzana si conserva la bolla di papa Callisto II del 30 marzo 1120, con la quale si concede la remissione dei peccati ai fedeli che contribuiscono alla fabbrica della chiesa.
Nella cattedrale e nella sua cripta si sono conservati, insieme alle pietre romane reimpiegate, il sarcofago di età longobarda che accoglie le spoglie del patrono sant’Erberto (1168-1181), uno stemma gentilizio di età svevo-normanna, i rilievi in marmo del sepolcro del conte Luigi III Gesualdo (1524), un’urna cineraria in marmo di età romana (I-II secolo d.C.) con iscrizione, un piedritto con altorilievo di felino e la statua cinquecentesca dell’arcangelo Michele.
Del riuso continuo dell’antico è testimone anche la fontana pubblica del 1836, la cui vasca è stata ricavata da un sarcofago del IV secolo d.C., con la sua tabula iscritta.